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18 Giugno 2011 ore:21,00
In occasione della 57° Edizione del FILM FEST di Taormina verrà presentato in anteprima nazionale il FILM - DOCUMENTARIO su
Rosa Balistreri
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La Sicilia è la terra dei “cantastorie”, l’esempio più professionale della “fabulazione” meridionale, artisti che sin dall’inizio del novecento hanno portato a perfezione l’abitudine del racconto al sud, tramandato oralmente per generazioni, facendo di esso un mestiere. Soprattutto attraverso i cantastorie della mia zona della Sicilia, la tradizione si arricchì della musica, il cantastorie dell’alternanza di parti cantate a parti recitate con cui narrava storie della tradizione popolare, episodi della letteratura cavalleresca tradotta in siciliano, sintesi di opere liriche e poi fatti di cronaca sotto forma di ballate. Una tradizione culturale che ebbe il suo culmine negli anni ’50 e ’60, per poi soccombere con l’avvento dei mass media.Tradizione tipicamente maschile, quella del cantastorie in viaggio per tutto il sud, che si fermava nelle piazze cittadine per raccontare vicende famose e fatti contemporanei, con chitarra e cartellone. Leggo la dedica che Enrico Ansaldi, presidente dell’associazione nazionale dei cantastorie ha scritto per la manifestazione: “Questa rassegna sui Canti e Cunti di tradizione popolare è un omaggio sentito a Rosa Balistreri, artista indimenticabile per la forza espressiva, per il coraggio delle idee, per la passione intensa del suo canto. A Rosa, al suo pensiero politico e alle sue lotte sociali, al suo grido lacerante e al suo sguardo innocente sono dedicati i versi, i canti d’amore e di dolore. Rosa fu bandiera di lotte civili. La sua memoria e quella di tutti i cantastorie non deve perdersi, Perdere anche un solo verso del loro canto sarebbe come smarrire un sentiero della nostra storia, della nostra identità." |
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