| Rosa
Balistreri
nacque il 21 Marzo 1927 a Licata, campagna dell’Agrigentino, Sicilia
sud-occidentale. Figlia di un ebanista, prima di altre quattro
femmine e un maschio handicappato, Rosa lavorava nei campi per
aiutare la famiglia, nei tempi peggiori spigolava, raccoglieva
il grano lasciato da altri dopo la mietitura.
Signuruzzu
chiuviti chiuviti,
ca l’arbureddi su morti di siti
mannatini una bona,
senza lampi e senza trona.
L’acqua di ‘n cielu sazìa la terra,
funti china di pietà,
li nostri lacrimi posanu ‘n terra
e Diu ni fa la carità.
Cantava,
Rosa, a voce bassa, nei campi. Cantava quando nessuno poteva sentirla,
perché il padre l’avrebbe picchiata di nuovo: “le donne
non cantano, lo fanno solo le puttane”. Cantava tra sé
e sé quando fu data in sposa a 15 anni, ad un poco di buono,
per un matrimonio combinato dalle famiglie.Un matrimonio segnato
da un marito-padrone, le cui violenze le fecero perdere il primo
figlio e averne a forza un secondo dopo una fuga. Marito da cui
un giorno Rosa si difese con un coltello.
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